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Paragrafo 4 . Scambi economici e mutamenti culturali.

     
L'espansionismo europeo realizzatosi fra Cinquecento e Settecento  non
provoc  soltanto  un  pi  serrato e fitto  scambio  commerciale,  ma
determin  anche  una  notevole alterazione degli  equilibri  naturali
instauratisi da millenni nei vari continenti.

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     Prodotti  agricoli e specie animali passarono  da  un  continente
all'altro, mutando spesso l'economia e le abitudini dei loro abitanti.
     Cos  l'agricoltura  europea si arricch  di  piante  provenienti
dalle Americhe, come il mais, la patata e il pomodoro. I primi due, di
facile  coltivazione  e  di grande resa, diventarono  in  molte  parti
d'Europa,   a  partire  dal  Seicento,  la  base  nutrizionale   delle
popolazioni pi povere. In particolare il mais, tipico alimento  delle
civilt  precolombiane,  meglio conosciuto in  Italia  come  granturco
(cos chiamato probabilmente per sottolinearne l'origine esotica),  si
afferm nelle nostre regioni settentrionali, dove, ridotto in farina e
consumato  sotto forma di polenta, forn un apporto fondamentale  alla
dieta  contadina,  diventando spesso l'unico  alimento  o  quasi;  per
questo, essendo il mais particolarmente povero di vitamine, ebbe ampia
diffusione  una grave malattia come la pellagra, provocata appunto  da
carenze vitaminiche.
     A  loro  volta gli europei, oltre ad esportare batteri  e  virus,
che  contribuirono al tracollo demografico delle popolazioni indigene,
trasportarono in America moltissime specie animali, tra  le  quali  il
cavallo,  la  vacca,  il  bufalo, la pecora, la  capra  e  il  maiale.
Successivamente sfruttarono le terre di quelle coste e di quelle isole
caratterizzate  da  un  clima  caldo e umido,  per  la  produzione  di
zucchero,  caff, tabacco e cotone, sempre pi richiesti  dal  mercato
europeo, fino a costituire estese piantagioni, che presero il posto di
boschi, foreste e paludi.
     La  diffusione delle piantagioni, oltre a sconvolgere  l'ambiente
naturale, determin profondi mutamenti nella geografia umana; essa  fu
infatti   accompagnata  dalla  importazione  di  milioni  di   schiavi
africani, che in molti territori, come le Antille, divennero il gruppo
etnico di gran lunga prevalente.
     In  Europa  le  classi dominanti subirono il  fascino  dei  nuovi
prodotti   esotici,  che  le  compagnie  commerciali  cominciarono   a
diffondere insieme alle tradizionali spezie.
     Il  tabacco, che i primi conquistatori avevano visto fumare dagli
indigeni  americani, s'impose gi fra Cinquecento e  Seicento.  Mentre
l'uso  delle  spezie  si andava attenuando, il  consumo  di  zucchero,
caff,  cioccolato  e  t,  considerati ora prodotti  medicinali,  ora
piaceri  voluttuari,  crebbe  in  modo  strabiliante  nel  corso   del
Settecento,  e  costitu  uno  dei  principali  motori  del  commercio
mondiale.
     In  particolare  il  caff,  una bevanda  originaria  dell'Africa
orientale,  la  cui  pianta venne introdotta  in  America  centrale  e
meridionale,  determin un mutamento alimentare e culturale  in  tutta
l'Europa.  Intorno  al consumo del caff fiorirono,  a  cominciare  da
Parigi,  locali  appositi,  che in breve  divennero  di  gran  moda  e
funzionarono  come  centri  di ritrovo e di discussione  su  questioni
culturali, economiche e sociali.
     Cos  fu  anche per il t, tipico prodotto cinese, ben conosciuto
anche  in  India,  la  cui  diffusione si accompagn  ad  un  profondo
cambiamento del gusto, indirizzato verso i prodotti orientali, come la
porcellana, la seta e gli insuperabili tessuti di cotone indiani.
     Nel corso del Settecento, mentre le potenze coloniali europee,  e
in  particolare  l'Inghilterra, consolidavano il loro  predominio  sui
traffici  internazionali, gli esploratori, spinti non solo da finalit
economiche,  ma  anche da scopi scientifici e geografici,  raggiunsero
nuovi traguardi.
     Particolarmente  importanti furono le tre  circumnavigazioni  del
globo
     
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     compiute dal navigatore inglese James Cook (1728-1779). Grazie  a
lui,  che  mor  come Magellano per mano degli indigeni,  nelle  isole
Hawaii,  venne  completata l'esplorazione dell'oceano  Pacifico  e  fu
definitivamente accertato che il continente australe,  individuato  in
precedenza  dai portoghesi e parzialmente visitato dall'olandese  Abel
Tasman nel Seicento, costituiva un'immensa isola.
     Un  altro  noto esploratore e circumnavigatore del  globo  fu  il
barone   francese  Louis-Antoine  de  Bougainville  (1729-1811),   che
descrisse  le proprie esperienze di navigazione nel suo libro  Viaggio
intorno al mondo.
     I  viaggi  e  le  esplorazioni ispirarono  due  capolavori  della
narrativa  inglese  del  secolo:  Robinson  Crusoe  di  Daniel  Defoe,
pubblicato  nel 1719, e I viaggi di Gulliver di Jonathan  Swift,  dato
alle stampe nel 1726. Nel primo romanzo, incentrato sulla figura di un
naufrago   e  ispirato  ad  un  fatto  realmente  accaduto,  l'autore,
mercante, uomo politico e giornalista, traspose la sete d'avventura  e
la mentalit della classe media inglese, improntata all'intraprendenza
ed  alla  fiducia  nei favori della provvidenza. Nel secondo,  invece,
Swift, grande polemista ed influente politico ed intellettuale,  prese
a  pretesto i viaggi di un medico di bordo per stendere un'impietosa e
raffinata  caricatura dell'intera societ, che poi  sarebbe  diventata
paradossalmente una rinomata opera per l'infanzia.
